09 dicembre 2007

COME JERRY LEWIS...


...anch'io ed i miei amici di THEALTRO, quest'anno partecipiamo a TELETHON. Oddio, Jerry ha inventato TELETHON (ed il cinema comico moderno dopo Chaplin) mentre noi faremo solo la nostra parte; ma sarà bello comunque. Saremo a Castagneto Po venerdì 14 dicembre insieme a musicisti di vario genere. Faremo ridere (spero) e pensare. Ci saremo. Ci sarete? E' la prima volta che Vi invito a qualcosa di mio. Chissà...forse l'età avanza o forse mi sento un pò Zio Natale...

08 settembre 2007

UNA FURTIVA LAGRIMA

Lagrima con la "g", come impone il linguaggio aulico e ampolloso del melodramma. Come "alfin", "pira", "taci, crudel", "casta diva" e "sorge l'irato nembo". Lagrima di coccodrillo, come quella di tantissimi, consapevoli e no. Lagrima di convenienza come quelli che si fanno fotografare addolorati per la perdita incolmabile di un uomo che, fino a tre giorni fa, criticavano, sbeffeggiavano e prendevano in giro. Lagrima come quella dei "vip" che faranno a gara a chi mostra il visino più addolorato o finge di passare inosservato fra ali di fotografi. Lagrima come quella di chi lavora in RAI o in Mediaset e non si degna di trasmettere un'opera, un recital o un concerto per paura di sconvolgere i palinsesti e rischiare di perdere il pubblico che aspetta vorace veline e velini e fiction. Lagrima come quella che scivola su chi crede che Lucianone sia stato solo quello dei concertoni in cui sul palco ospitava chiunque (lui per beneficienza, gli altri per opportunismo). Lagrima come quella che, per emozione e non per dolore, viene a tanti come me che amano la musica, il melodramma e ricordano le magnifiche interpretazioni che Big Luciano ha dato negli anni passati. Ho voluto mettere questa foto perchè raccoglie un momento eccezionale: quattro inimitabili maestri di canto e buon gusto. Il direttore Richard Bonynge, Luciano Pavarotti, Marilyn Horne e Joan Sutherland: insieme hanno realizzato degli autentici capolavori, senza mai strafare, esagerare, cedere all'esibizionismo che le loro voci potevano tranquillamente affrontare. Senza mai precipitare nel cattivo gusto che stampa e organi mediatici oggi richiedono; senza mai salire sul piedistallo della presunzione; conoscendo e sfruttando i propri doni di natura ma senza mai dimenticarne i limiti imposti dal tempo. In fondo, Pavarotti era un uomo come noi, fatto di genio ma anche di carne: aveva le sue debolezze e non se ne vergognava. Amava la vita e ha reso la nostra più bella con la sua voce. Se potessi dirigere la cerimonia funebre di oggi, pregherei Bocelli di stare a casa e tacere. Suonerei soltanto, senza nessuno che approfitti ancora una volta di un esibizone gratis in mondovisione per vendersi come soltanto gli squallidi sanno fare. Ma nessuno chiederà mai la mia opinione.
Caro Maestro Pavarotti, ci siamo incrociati nella hall di un albergo di Lisbona tanti anni fa ed ho avuto il piacere di salutarla e di scoprirla gentilissimo, cordiale, simpatico. Così La voglio ricordare, senza passare al "tu" come improvvisamente tutti fanno: non per snobismo, ma per semplice educazione. Oggi avrà il cordoglio in diretta, ospiti da tutto il mondo, politici in passerella ma anche tanta gente di Modena e d'Italia che, dalle case, seguirà la Sua ultima tournee. Sono certo che Lei sarà già lassù, da qualche parte, a provare per un concerto di quelli che amava tanto: ci saranno Frank Sinatra, Maria Callas, Nicolai Ghiaurov, Leonard Bernstein, Elvis, Amalia Rodrigues, Dean Martin e chissà quanti. Cantate per noi che diventiamo sempre più sordi, ciechi, muti, falsi. Italiani, in una parola. Che pena.

13 agosto 2007

FERRAGOSTO...

...moglie mia non ti conosco, eccetera eccetera. Io non ne posso più di negozi chiusi, vie deserte e gente scazzatissima che vaga tipo zombie. Non che mi manchino quelli in ferie, non sia mai: però non trovo nemmeno logico dover fare chilometri per prendere un caffè o fare la spesa. Però, si sa, in Italia comanda la massa, perciò tutti in ferie e zitti come ai tempi che nessuno rimpiange. Trent'anni fa ero seduto su una poltrona di vimini, in montagna, all'ombra, fuori da casa mia ed ho sentito che Elvis era morto. Per la prima volta in vita mia ho capito di far parte di un universo: era scomparsa una parte della storia. Un mese dopo, il 16 settembre del 1977, è morta Maria Callas. Poi siamo entrati nel terrorismo, Moro e le altre vittime, e la storia siamo diventati noi perchè potevamo morire da un minuto all'altro ma non saremmo passati alla leggenda. Almeno, non tutti. E non siamo ancora morti, ma continuiamo a (soprav)vivere in un secolo che ha un 2 davanti agli altri numeri ma vale la metà di quelli passati. Non so se ci sia davvero un senso a campare fra negozi chiusi e gente che fa lo zombie, ma torno a casa ed ascolto Elvis o la Callas e, per cinque minuti, la vita ha senso. Dopo vedremo.
Buon ferragosto, baccelloni!

05 agosto 2007

DA QUANTO TEMPO...


...non scrivo più una riga! Quante cose sono successe! Non tutte belle, ma nemmeno tutte tragiche, grazie a Dio!


Francamente non so bene cosa dire (e non è una novità) ma devo dire una cosa al mio amico Davide che spero legga questa pagina dal Mozambico: "Mandami un'email o fammi sapere come posso contattarvi! Non ho più notizie e vorrei averne e darne!!".


Fine del messaggio.


A presto, baccelloni! Fatti vivo, Davide!!

30 giugno 2007

ECCO DOV'ERO......

.....e stavo da Dio, infatti Lui era solo al piano di sopra. Me ne stavo fra i monti e poi, delitto contro la bellezza, sono tornato a casa. Un fagotto di problemi dolorosissimi mi aspettava, quelle cse che non vorresti mai che capitassero, tipo un amico che sbrocca pesante e rovina qualcosa che hai faticato a costruire insieme a lui: ma questa è un'altra storia, come diceva Moustache (il primo che indovina il leggendario film in cui Moustache diceva "ma questa è un'altra storia" non vince niente ma dimostra di avere buongusto. Insomma, sono tornato ed ho faticato non poco a prendere confidenza con il nuovo PC e con Windows Vista (la cui prossima versione sarà Windows Tatto, quella che ti spara sullo schermo Potrei chiudere la sessione in corso? Ma vuoi davvero spostare questo file nel Cestino?).
Stavo meglio lassù e non mi aspettavo certamente di dover affrontare discussioni e problemi, fortunatamente non per causa mia. Ma non importa. Scrivo perchè. tanto per cambiare, ho la febbre e il raffreddore. State meglio di me, baccelloni! Sognate le montagne e a presto!!

30 maggio 2007

NON SO VOI...

...ma io non riesco più a sorridere. Cioè, lo faccio: ma è come se mi costasse uno sforzo immane. Come se fosse un gesto innaturale, che non mi appartiene. Sarà la stagione più scema del millennio, saranno le primavere che mi pesano sul groppone, non so: però le brutte notizie mi piagano più del dovuto e quelle belle non so dove andarle a cercare. Leggo qualche giornale e vedo notizie di omicidi, pestaggi, razzismi gratuiti e inopportuni, corruzione, pedofilia e governanti imbecilli che, non sapendo fare nessun mestiere, si sono buttati in politica. Ne ho abbastanza. Per questo lascio alla saggezza del mio baffuto coinquilino il commento a questi giorni. Più conosco i miei simili e più amo i gatti e i cani.

03 maggio 2007

UN PEZZO DI STORIA...

Quasi 10 anni fa, sul MESSAGGERO, Carlo Verdone parlava del suo prossimo film e veniva citato il sottoscritto in qualità di biografo del Nostro grande Carlo. Ho scoperto questo papiro frugando nel web e ve lo attacco, tanto per raccontarvi qualcosa in più di me.

Ciao, baccelloni!



Domenica 12 Aprile 1998
L’intervista

Parla Verdone,che gira ora un nuovo film e festeggia 20anni di carriera«Interpreto Armando, un tipicoesemplare di fine Millennio . E’superficiale, opportunista, vanitosocome il gallo che, mettendosi inmostra, si fa sparare dai cacciatori»
di GLORIA SATTA

ROMA - Cominciate a familiarizzare con un animale finora poco di moda: il gallo cedrone. Potete scommetterci, diventerà un mito. E il merito sarà tutto di Carlo Verdone che, al pennuto, celebre per la sua vanità smodata, dedica addirittura un film, il tredicesimo da regista e interprete della sua ventennale carriera. Il titolo è proprio Gallo cedrone, le riprese cominceranno a metà maggio tra Roma, il Nord Italia, un Paese mediorientale. Carlo, naturalmente, starà davanti e dietro la macchina da presa. Accanto a lui, Regina Orioli, la ragazzina snob di Ovosodo. La sceneggiatura è di Verdone, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Pasquale Plastino. I produttori sono Rita e Vittorio Cecchi Gori. Uscita prevista: metà ottobre.Provate a chiedere a Verdone come si sente alla vigilia delle riprese. Vi risponderà con una sola parola: «Caricatissimo». E mentre i suoi telefoni squillano all’impazzata, i sopralluoghi si intensificano e va a ruba il libro di Antonello Panero Un bel giorno mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana (un mix dei brani più gustosi dalle sceneggiature dell’attore) Carlo accetta di raccontare in anteprima il suo nuovo personaggio, Armando. Che viene seguito in 17 anni di vita e definito dal suo creatore con una ”parolaccia” un po’ datata, eppure utile a capire: «Emblematico», dice Verdone. «Armando è un tipo emblematico».

Emblematico di che?«Della superficialità di fine Millennio. Del trasformismo, dell’immaturità, della stupida frenesia di chi brucia tutto per mettersi in mostra, illudendosi di migliorare».

Come il gallo cedrone?«Esattamente. Il gallo cedrone è un animale vanitosissimo, invece di fare chicchirichì emette un verso sgangherato. Esponendosi tanto, diventa una preda facile per i cacciatori...».Ma questo Armando ”cedrone” non si riscatta mai?«Forse, alla fine, grazie all’incontro con la giovane Orioli che gli regala umanità e poesia. C’è un colpo di scena di cui, come autore, sono orgogliosissimo. Se mi viene bene, sarà un pezzo di cinema memorabile».
Ne conosce tanti, lei, di galli cedroni?«Non sa quanti».Frequentano il cinema?«Frequentano il cinema, i ministeri, i bar, gli autobus, le spiagge. Stanno dappertutto. Sono tipi anonimi oppure potenti. Li accomuna lo stesso trasformismo, la stessa frenetica capacità di cambiare bandiera per assicurarsi privilegi e potere».Tutti così, alla fine del Millennio?«Moltissimi. Viviamo in un periodo di grande confusione».
L’antidoto?«Il buon esempio dovrebbe venire da chi comanda. Senza autorità ma in nome di una grande autorevolezza». E i politici sono in grado di dare il buon esempio?«Dovrebbero essere più umili e mettersi dalla parte del cittadino che non ha i loro privilegi...».Secondo lei, la Sinistra oggi al potere capisce questa lezione?«Speriamo. Altrimenti avrebbe ragione Nanni Moretti, che nell’ultimo film grida a D’Alema Di’ una cosa di sinistra esprimendo efficacemente il disagio di chi, dalla politica, si aspetta una maggiore coerenza».
Anche il suo nuovo film avrà un sottofondo moralistico, come ”Aprile”?«Il mio è un cinema diverso da quello di Moretti. Con grande sincerità, io ho sempre fatto la commedia ispirandomi alla vita contemporanea. Nanni è più intellettuale. Ha un seguito notevolissimo, i fans lo considerano una figura di riferimento. E’ un artista che spinge a riflettere con il suo stile crudo, a volte irritante, sempre moralistico. Riequilibra questo momento di superficialità estrema, e per questo è fondamentale».